|
Allevamento

di Katia Pocci Via
del Giglio, 7 - 50020 San Donato in Poggio (FI) tel 055/8072850
3472619758
k.pocci@interchalet.com
katiapocci@libero.it
Cuccioli
disponibili
1 maschio
e 1 femmina
nati il 04/07/2011
padre: Eu. Ch.
Attila dei Rosa Croce
madre: I.C. Kitty
di Myrrdyn Emrys
|
|
|
Ho sempre amato tutti gli animali, e i gatti in
particolare. Da piccola mi era permesso tenerli solo fuori casa e a
condizione che non necessitassero di particolari cure, quindi ho
avuto molti gatti, e sono tutti morti molto giovani, lasciandomi
ogni volta sempre più triste.
Da studente, durante una gita a Roma, trovai alla stazione Termini
un gattino di tipo siamese. Era stato evidentemente abbandonato,
così cercai una scatola di cartone e lo portai a casa con me.
Narciso, questo il suo nome, fù il primo e ultimo gatto che ebbe il
permesso di vivere in casa. Morì anche lui prestissimo, investito da
una macchina.
Di lì a poco tempo mi trasferii a Berlino per studio e, appena
sistemata in un monolocale tutto mio, volli di nuovo un gatto. Ne
cercavo uno nero, e un’amica me ne trovò uno bianco e nero.
Kinka – che nonostante il nome era un maschio – era
un gattone dal carattere impossible, attaccato a me in maniera quasi
morbosa. Ci capivamo al volo e nel nostro “menage” non c’era posto
per nessuno. Tant’è vero che Kinka se n’è andato all’improvviso,
quando ha capito che probabilmente presto avrebbe dovuto dividermi
con un umano che da un po’ aveva cominciato a frequentarci.
Dopo ben 8 anni ero di nuovo senza un gatto, e il vuoto lasciato da
Kinka era davvero molto grande.
Decisi allora che il prossimo gatto non sarebbe stato un incontro
casuale, volevo un gatto di razza, possibilmente un siamese. Quando
con on il mio fidanzato visitammo alcune esposizioni feline a
Berlino, io no avevo occhi che per i gatti colour point di tutte le
razze e scoprii non solo i siamesi, ma anche altre razze hanno gli
occhi azzurri e le “punte” più scure del resto del corpo. Jens
invece puntò subito il dito su un enorme gattone grigio con gli
occhi di fuoco e disse che “o quello o niente”, ne voleva uno così.
Ci dissero che quel gatto era un “Kartäuser”, che tradotto in
italiano significa Certosino.
Disorientati e anche un po’ sconvolti dalle cifre che ci chiedevano
per un cucciolo, decidemmo di rimandare l’acquisto a dopo il
matrimonio e al trasferimento in Italia. Pochi mesi dopo sposati
ripresi la ricerca del gatto, ma di Certosini nella zona di Firenze
neanche l’ombra. Casualmente lessi un annuncio dove si offrivano
cuccioli di tipo siamese a pelo semilungo, e a settembre 1994 fece
il suo ingresso nella nostra vita la piccola Turandot, una deliziosa
gattina di tipo siamese, senza pedigree.
Poche settimane dopo trovai un minuscolo gattino tigrato, mezzo
morto di fame e di freddo. Lo portai prima dal veterinario per
accertarmi che non avesse malattie contagiose, e poi a casa. In meno
di due giorni lui e Turandot divennero inseparabili, quindi
decidemmo di tenerlo e di chiamarlo Lemmy. Purtroppo un brutto
incidente casalingo gli è costato la vita dopo pochissimo tempo, e
la nostra Turandot, che ha il tipo carattere “appiccicoso” dei
colour point, ha cominciato a soffrire di solitudine. Dal momento
che era ancora una cucciolotta, decidemmo non potevamo aspettare
molto a prendere un altro gatto.
A questo punto io già avevo il mio gatto con gli occhi azzurri,
quindi mio marito è tornato all’attacco con il Certosino. La ricerca
è stata piuttosto faticosa, anche perché da inesperti brancolavamo
nel buio totale.
Non ci interessava più di tanto lo standard di razza, quindi
sostanzialmente eravamo alla ricerca di un gatto grigio con gli
occhi gialli. Fortunatamente per noi, le ricerche presso negozi che
vendono animali non dettero alcun frutto, perché allora non sapevamo
che gli animali non si comprano nei negozi ma dagli allevatori. Tra
le svariate telefonate andate a vuoto alcune conducevano
all’allevamento dei Rosa Croce di Bologna. Telefonai e finalmente
ebbi una risposta affermativa: c’era un cucciolo femmina
disponibile. Così il giorno 8 dicembre 1994 eravamo in viaggio per
Bologna, non tanto per comprare la gattina, ma per farsi un’idea
generale sulla razza. Meno di due ore dopo eravamo sulla strada del
ritorno: sul sedile posteriore della macchina troneggiava il
trasportino – che per precauzione ci eravamo portati – con dentro la
nostra Unica dei Rosa Croce!
L’impatto con Unica era stato irresistibile: c’erano 3 cucciole che
giocavano nella stanza, e solo lei ci venne incontro per a mettersi
a giocare con le stringhe delle mie scarpe…..Parlando con
l’allevatore dichiarai fermamente che mi sarebbe forse piaciuto fare
qualche cucciolata, ma che non ero minimamente intenzionata a
partecipare ad esposizioni feline! Le ultime parole famose!
Da qui in poi la storia è quella comune a molti allevamenti: la
prima mostra a cui ne sono seguite altre, la prima cucciolata a cui
ne sono seguite altre, eccetera eccetera. Nel frattempo ad Unica si
sono aggiunti Morgana, Attila, Zeudi, Carlotta e Dolcino, così che
la povera Turandot si sente forse un po’ in minoranza…. O forse no,
forse anche lei è convinta di essere un Certosino! |
|
Copyright © Chartreux, All Rights Reserved.
E' vietata la riproduzione, anche parziale, senza preventiva
autorizzazione scritta.
No portions of this site may be used without expressed, written
permission.
|